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Anno 4 - n. 1/2008
5 - 11 gennaio


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Settimanale
registrato presso
il Tribunale di Milano
al numero 848
in data 15.12.2004

Direttore
Responsabile
Claudio MAZZA
ARTE & CULTURA
 
 


IN ARCHIVIO

I vent'anni della Viennepierre

EDITORIA, QUANDO PICCOLO E' BELLO

Tanti libri di qualità,
con un'attenzione particolare
per la cultura lombarda
e la poesia contemporanea.
Vanna Massarotti Piazza
ci racconta come è nata, e come prosegue,
questa avventura editoriale milanese,
tra soddisfazioni e "fatiche".

di Luca Frigerio

Ebbene, ammettiamolo. Chi ama leggere , di un libro apprezza non solo il contenuto, ma anche la veste. Il piacere di sfiorare la sapida ruvidezza delle pagine, il gioco nitido dei caratteri, l’eleganza discreta di certe copertine che invitano lo sguardo, solleticando la curiosità … Personalmente, le edizioni Viennepierre le ho scoperte così, tempo fa, invogliato dalla cura inusuale di alcuni volumi e dal titolo evocativo della collana in cui erano, e sono, presentati: « La bella brezza». Autori non scontati, testi profondi ma godibilissimi, scelti, quelli, dall’indimenticata Gina Lagorio .

Quando poi ho incontrato l’anima e la fondatrice della Viennepierre, ho capito molte cose. Vanna Massarotti Piazza, per molti aspetti, è come i libri che dà alle stampe: un’affascinante signora dalla solida esperienza nel mondo editoriale , con le idee chiare e vitalità da vendere. Tanti anni passati alla Garzanti, dove era entrata come germanista e dove lo stesso Livio Garzanti le aveva chiesto di occuparsi del settore iconografico della sua celebre enciclopedia. Ma anche l’impegno nella produzione. Quindi la direzione della Vallardi , nome prestigioso dell’editoria italiana, ma tutto da reinventare.

C’era di che esserne appagati. E invece? «Invece, ecco la follia! », esclama divertita la Massarotti Piazza. «A un certo punto ho sentito il bisogno di creare qualcosa di mio, per fare libri di qualità, come piacciono a me». Era il 1986, esattamente vent’anni fa. Un’avventura iniziata con il marito, Piero, che purtroppo riuscì a vedere soltanto la prima uscita della neonata casa editrice, il florilegio della poesia milanese curato da Bezzola. Vanna e Piero: Viennepierre, appunto. Con accanto l’emblema di un cesto di fiori a dare una nota gentile, e una promessa di bellezza.

Fin da subito, quindi, spazio alla cultura lombarda, con i classici meneghini riproposti e rivisitati, con la cucina e le tradizioni locali, con le riflessioni e le note di viaggio dei grandi europei attratti dai laghi prealpini e dalla padanìa. Fino alla traduzione integrale in milanese della Divina Commedia, un’impresa inedita, davanti alla quale anche il Porta aveva preferito fermarsi. « E’ stata una sfida incredibile», spiega Vanna Massarotti Piazza, mentre i riflessi del golfino rosa si riverberano nella sua casa-ufficio su una parete tutta azzurra, come di cielo. «Ma il risultato è stato superiore alle aspettative e il nostro lavoro è stato ampiamente ripagato dall’attenzione del pubblico».

Una sorella artista, la casa dei genitori aperta a musicisti e scrittori. Di questa “formazione” familiare molte sono le tracce nelle scelte editoriali di Vanna, come molte sono le amicizie letterarie tenacemente coltivate nelle collane della Viennepierre. Tanti titoli di poesia contemporanea, di itinerari artistici curiosi, di solida narrativa. Tanti? Ma non stiamo parlando di un piccolo editore? «Certamente, piccolo. E ne sono molto fiera», ci conferma la Massarotti Piazza. «Perché sono indipendente. Anche se…». Che cosa? «Anche se l’indipendenza e l’autonomia si pagano . La nostra casa editrice riesce a vivere dignitosamente, seppur con fatica, e certo non pretende di fare chissà quali salti di fatturato…».

Piccolo è bello, insomma, ma difficile. Impensabile fare concorrenza ai colossi dell’editoria, impossibile ritagliarsi un adeguato spazio pubblicitario, «quanto ai premi letterari, poi, è meglio non parlarne!». Dolente anche il rapporto con le librerie , poco propense a promuovere e a segnalare i libri delle sigle meno note… «Eppure basterebbe così poco», si sfoga la titolare della Viennepierre. «Si potrebbe creare dei reparti appositi dove raggruppare i piccoli editori. Ma evidentemente non interessa… Per fortuna, tuttavia, a Milano ci sono librerie che presentano solo noi “piccoli” , come Utopia, Archivio del Novecento, Claudiana, e altre ancora. Librerie che offrono cose diverse e di qualità, spesso organizzando incontri con gli autori o altre iniziative culturali…». «Del resto, bisognerebbe seguire l’esempio del povero Scheiwiller», osserva la Massarotti Piazza. «L’ho sempre davanti agli occhi, con i suoi borsoni, pronto a girare l’intera penisola per far conoscere i suoi bellissimi libri. Lui sì, che è stato il grande, piccolo editore».

Di progetti la Viennepierre ne ha molti, «anche troppi!», come confessa la stessa interessata. Collaborazioni con le università, materiali inediti sulla storia letteraria italiana del Novecento, poesie non solo da leggere, ma anche da ascoltare su Cd… «Basta fare un passo alla volta e sapersi accontentare», spiega Vanna Massarotti Piazza, con quella serenità che pare non poterla abbandonare. «Anche perché io, oggi, sono già soddisfatta di quello che ho fatto. E mi piacerebbe poter continuare così. Perché l’importante è non fermarsi». Allora ai prossimi vent’anni, Viennepierre.



Per ulteriori informazioni su titoli e collane, www.viennepierre.it
 
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