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Chiesa & Diocesi
Sesto San Giovanni
Solenne Via Crucis nel segno
di San Carlo nella VII Zona Pastorale
Nel penultimo venerdì di Quaresima migliaia di fedeli hanno
partecipato alla Via Crucis con il Cardinale Tettamanzi
16.04.2011
di Simona BRAMBILLA

Nel quarto centenario della Canonizzazione di San Carlo Borromeo, durante le Via Crucis quaresimali, la reliquia del Santo Chiodo e la Croce del Vescovo hanno attraversato le zone pastorali della Diocesi di Milano. Dopo essere stata a Monza, Seveso, Magenta, Varese, Lecco e Busnago il Simbolo è arrivato ieri a Sesto San Giovanni dove l’Arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha partecipato alla Via Crucis prima della Santa Pasqua. Nella cittadina alle porte di Milano si sono radunati moltissimi fedeli appartenenti alla VII Zona Pastorale. Bambini, nonni, ragazzi, adulti, adolescenti, rappresentanti delle istituzioni civili e cittadine, preti e chierichetti: in migliaia erano presenti.
Dieci erano i pullman carichi di credenti che hanno raggiunto Sesto San Giovanni per partecipare al rito. In tutto vi erano circa duemila persone che hanno seguito, in una silenziosa processione, la Croce di San Carlo che come da tradizione si è fermata in sette stazioni riferite alle sette effusioni del sangue di Gesù. Molti inoltre gli scout che hanno partecipato: appartenenti sia al Masci – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani – sia all’Agesci – Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani -.

La solenne Via Crucis si è aperta con un discorso del Sindaco del comune di Sesto San Giovanni, Giorgio Oldrini che ha accolto il Cardinale con parole di elogio e ammirazione. «Tutti noi, cittadini di Sesto San Giovanni riconosciamo nell’Arcivescovo una straordinaria autorità morale. Ammiriamo i suoi interventi in favore delle famiglie. In questa città, che per anni è stata la città del lavoro, sappiamo bene quali sono le condizioni delle famiglie senza un’occupazione e per questo apprezziamo gli interventi del Cardinale in favore di chi ha più bisogno».
A seguire l’intervento del Vicario Episcopale della Zona di Sesto, Monsignor Carlo Faccendini, che ha salutato con affetto l’Arcivescovo e che ha ricordato l’importanza dell’opera di San Carlo nel condurre la Croce per le vie della città e dei paesi della Diocesi come segno di speranza in un tempo difficile e doloroso.

La sacra processione è partita dalla Parrocchia di San Giovanni Battista, in via Fogagnolo, è passata Via Cesare da Sesto ed è terminata in piazza Luigi Petezzi, alla chiesa di Santo Stefano, dove l’Arcivescovo ha impartito la sua benedizione ricordando la straordinaria importanza della Croce di San Carlo e la reliquia del Santo Chiodo. «San Carlo desiderava ardentemente che la croce venisse “piantata” e trovasse stabilmente posto nel cuore e nella vita di ogni cristiano – spiega il Cardinale -. È questa la motivazione delle processioni penitenziali con cui il santo Vescovo percorreva la città soprattutto nei momenti di sofferenza e di pericolo: non per distrarre il popolo o per proporre pratiche superstiziose, ma per rinnovare la memoria della croce di Cristo, soprattutto in mezzo alle angustie e alle sofferenze della vita».
Borromeo infatti portava in giro per Milano la croce nei giorni della peste, momenti di morte e sofferenza. «Anche noi vogliamo metterci alla scuola di San Carlo per non dimenticare la croce di Cristo – continua il Cardinale Tettamanzi -, ma piuttosto per piantarla ben salda nel cuore della nostra vita e nel cuore delle nostre comunità cristiane».
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