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Chiesa & Diocesi
Busnago
«La croce nel cuore
e nella vita di ogni cristiano»
Il cardinale Tettamanzi ha presieduto la Via Crucis con la Croce
di San Carlo e il Santo Chiodo per la VI Zona pastorale. Presente anche l'arcivescovo di Ancona, monsignor Edoardo Menichelli
14.04.2011
di Claudio MAZZA

«L’opera pastorale di San Carlo è stata un incessante tentativo di “piantare la croce” nel cuore della sua Chiesa. La croce veniva “piantata” stabilmente agli incroci delle strade, veniva posta in evidenza in ogni chiesa, veniva portata in processione e proposta alla venerazione del popolo. Soprattutto, però, San Carlo desiderava ardentemente che la croce venisse “piantata” e trovasse stabilmente posto nel cuore e nella vita di ogni cristiano». Con queste parole il cardinale Dionigi Tettamanzi si è rivolto nella serata di ieri, dal sagrato della chiesa parrocchiale di Busnago, ai fedeli della VI Zona pastorale al termine della Via Crucis zonale. E ha concluso con l’esortazione a «non dimenticare la Croce» perché «ci darà la misura dell’amore con cui siamo stati salvati... ci farà comprendere quanto preziosi siamo agli occhi di Dio... ci aprirà gli occhi sulle sofferenze dell’uomo... ci renderà operosi nella carità... ci mostrerà la gravità del peccato e la necessità della penitenza».
Sono le 22.30 di una fresca sera di primavera, quando l’Arcivescovo conclude la celebrazione impartendo a un migliaio di fedeli la solenne benedizione con la Croce di San Carlo, che racchiude all’incrocio dei due bracci il Sacro Chiodo. Con il canto del Ti saluto, o Croce santa termina la Via Crucis, iniziata verso le 21 presso la chiesetta di San Rocco, alla periferia del paese. Dopo le parole introduttive del Vicario episcopale, monsignor Mario Delpini, che ricorda il «privilegio di avere per la prima volta sul territorio la preziosa reliquia del Sacro Chiodo», inizia il cammino penitenziale per le vie di Busnago. Sette le stazioni suggerite e meditate con brani tratti dagli scritti di San Carlo. Come sette furono le effusioni del sangue di Gesù, ricordate lungo il percorso da gigantografie tratte da celebri quadri: la circoncisione dell’Assereto, la preghiera nel Getsemani del Campi, la flagellazione di Luca Signorelli, la corona di spine del Beato Angelico, le mani inchiodati alla croce del Grunewald, i piedi confitti nel legno sempre del Grunewald e il costato trafitto di Mariotto di Cristofano.
Nel primo tratto di cammino, svolto nella zona residenziale, la croce viene portata da monsignor Delpini; poi è la volta dei decani che si alternano lungo le vie del paese, passando attraverso il parco del Collegio S. Antonio dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Nell’ultimo tratto la croce viene portata da monsignor Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo, ospite del cardinale Tettamanzi e atteso oggi in Duomo per una riflessione alla presenza del clero lombardo in preparazione al prossimo Congresso eucaristico nazionale.
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