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Anno 4 - n. 1/2008
5 - 11 gennaio


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in data 15.12.2004

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ARTE & CULTURA
Tra storia e leggenda

SAN BARNABA, L'APOSTOLO

Come e perchč nacque una tradizione
che voleva fare di Milano la seconda Roma


di Luca Frigerio

Non è semplice cercare di scoprire come e perché sia nata e si sia diffusa la leggenda relativa alla presenza di san Barnaba a Milano. Soprattutto in epoca medievale, la tradizione della fondazione della Chiesa milanese a opera dell’apostolo di Cipro venne usata in chiave propagandistica per riaffermare un concetto di pretesa superiorità sulle altre grandi sedi arcivescovili dell’alta Italia, fino al punto d’equiparare la cattedra di Milano a quella di Roma.

Ma questa spiegazione, pur fondamentalmente corretta, rischia di essere tutto sommato riduttiva e parziale. Cesare Alzati , ad esempio, ricordando come la tradizione relativa ai viaggi italiani di Barnaba non sia stata inventata in ambito milanese ma sia circolata inizialmente in Oriente, sottolinea come l’area greca guardasse alla metropoli lombarda come a un vero e proprio punto di riferimento della cristianità, soprattutto dopo il magistero ambrosiano. «Sicché, lungi dall’essere il frutto di un orgoglioso particolarismo ecclesiastico», spiega lo storico, «la tradizione agiografica dell’episcopato milanese di Barnaba può essere considerata espressione singolarmente eloquente della percezione che l’Oriente greco, attorno agli inizi dell’VIII secolo, ebbe della realtà ecclesiastica latina».

E proprio sulle esigue fondamenta di una breve notizia tramandata da alcuni antichi testi greci, Paolo Tomea docente di agiografia presso l’Università Cattolica di Milano, dopo anni di ricerche è riuscito a ricostruire la complicata storia della leggenda che attribuisce alla Chiesa di Milano un’origine apostolica a opera di san Barnaba, in un bel volume edito da Vita e Pensiero, Tradizione apostolica e coscienza cittadina a Milano nel medioevo. La leggenda di san Barnaba .

In effetti, sebbene il titolo di «sede apostolica» sia stato generalmente riservato alla Chiesa di Roma e ai grandi patriarchi orientali di Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, molte altre Chiese nel mondo latino la rivendicarono, a più riprese di essere state create, direttamente o indirettamente, da uno tra gli apostoli, o dai loro diretti discepoli. In Italia, accanto a Ravenna e ad Aquileia, la città che accampò più accanitamente e, a lungo andare, con maggior successo diritti “apostolici” fu proprio Milano.

Già Paolo Diacono, il noto cronista delle vicende longobarde, ricordava come lo stesso Pietro avesse voluto inviare nel capoluogo lombardo Anatalone quale primo vescovo. Un’altra tradizione, riportata da Simeone Logoteta, raccontava che il principe degli apostoli in persona, Pietro, aveva voluto fermarsi a Milano, mentre era in viaggio verso la Britannia, per istituirvi l’episcopato e il clero.

In realtà, le uniche rivendicazioni storiche pervenuteci circa l’origine apostolica della sede ambrosiana non poggiano né su Pietro né sul primo vescovo di Milano Anatalone, ma sul maestro di quest’ultimo e cioè proprio su san Barnaba. Costui pur non essendo uno dei dodici, fin dai primissimi secoli era universalmente venerato come apostolo, in virtù dello speciale mandato che aveva ricevuto assieme a Paolo. Ciò nonostante, il nome di Barnaba compare collegato a Milano per la prima volta solo in epoca già tarda, in alcuni opuscoli greci contenenti il catalogo dei discepoli di Cristo, comunemente designati, del nome del loro preteso autore, come Pseudo Epifanio e Pseudo Doroteo.

La notizia venne poi ripresa e messa a frutto dell’anonimo autore del primo e più importante tra i testi milanesi a noi giunti sull’ apostolato di Barnaba nella città lombarda: il Libellus de ditu civitatis Mediolani composto tra la fine del X secolo e gli inizi dell’XI. È da qui che in seguito trasse ispirazione tutta la successiva tradizione sulla predicazione milanese del santo cipriota. Vi si legge come Barnaba fosse giunto a Roma nel 41 , e qui, primo fra gli apostoli, predicasse il Vangelo convertendo, tra gli altri, il futuro papa Clemente. Solo più tardi Barnaba rivolse la propria attenzione a Milano, evangelizzando anche questa città, raccogliendo attorno a sé un gran numero di fedeli, che, prima di ripartire alla volta della Palestina, avrebbe affidato al suo discepolo Anatalone, primo vescovo quindi della città lombarda.

Il nucleo di tale racconto, che con brevi ma inequivocabili tratti asseriva il carattere apostolico della Chiesa milanese e il suo primato sulle altre diocesi dell’Italia settentrionale, ricomparve, da lì a poco, nella Commemoratio Ravennatis archiepiscopi, dove la fondazione della Chiesa a opera di san Barnaba è riaffermata in funzione polemica nel secolare contrasto tra Milano e Ravenna. Sarà il noto cronica Landolfo Senitore, nella sua Historia mediolanensis, scritta attorno al 1085, ad associare il nome di Barnaba a quello di Ambrogio, per ribadire come in virtù di quei due “giganti della fede”, tutte le Chiese del Nord d’Italia dovevano considerarsi spiritualmente soggette a quella di Milano.
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