Grande festa per i “preti novelli”
“Sarete profeti di gioia, generatori
di nuova vita, artefici di speranza!
Il cardinale Tettamanzi ha ordinato questo pomeriggio, in un Duomo di Milano gremito di fedeli, venti nuovi sacerdoti, diciassette ambrosiani e tre religiosi

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11.06.2011
di Antonio VANZILLOTTA


“Lo Spirito di Dio è esplosione di vita, di una vita che è insieme luce, immortalità, trasparenza, bellezza. Essa è gloria che rigenera e trasfigura, forza vittoriosa che viene dall’alto, alla quale la morte non può resistere. È nella potenza di questo Spirito che voi – cari Candidati – siete ordinati presbiteri. Il vostro ministero non si inscrive forse in un tempo di passioni tristi, di visioni miopi e di comunità affaticate? Rimanete dunque in questa forza di vita, apritevi ad essa nella fede, lasciatevi attirare, ispirare, condurre da questa energia di grazia. Sarete così profeti di gioia, generatori di nuova vita, artefici di speranza perché il popolo di Dio non cessi di essere lievito, sale e luce del mondo”.
E' un passaggio significativo dell'omelia che l'Arcivescovo Dionigi Tettamanzi ha oggi, vigilia di Pentecoste, rivolto ai diciassette nuovi sacerdoti della Chiesa Ambrosiana e ai tre religiosi, ordinati in un Duomo gremito già dalle prime ore del pomeriggio.
Diciassette uomini di età, storie, cammini differenti. Uniti da quella vocazione che, oggi compiuta nell'ordinazione presbiterale, si trasforma in dono alla Chiesa e all'umanità. Con loro anche tre religiosi, due appartenenti all'ordine dei Carmelitani scalzi e un Francescano.
Ad accogliere il dono del sacerdozio le famiglie dei preti novelli, provenienti la gran parte dalla Brianza, da Lecco e Varese, da Milano. Hanno accompagnato la funzione con particolare emozione, qualche lacrima e qualche singhiozzo, come anche le immagini testimoniano.
Ma chi sono i nuovi sacerdoti. Arrivano tutti all’ordinazione da percorsi diversi, comune solo nell’ultimo tratto, caratterizzato dalla formazione teologica, spirituale e umana in Seminario. Alcuni hanno scelto di intraprendere la strada verso il sacerdozio dopo la scuola superiore, altri dopo l’università. Tra gli i nuovi preti, infatti, ci sono avvocati, ingegneri, biologi. I più giovani sono Simone Arienti e Fabio Molon, che hanno 25 anni, mentre il più «anziano» è Massimiliano Moroni, che ne ha quasi 48 e che è giunto in Seminario dopo aver scelto inizialmente l’esperienza del diaconato permanente.
Qualcuno arriva dalla provincia, la gran parte dalla Brianza, Lecco e Varese. Due di loro sono milanesi: Alessandro Cerrutti, che proviene dalla parrocchia di san Paolo apostolo, in viale Zara, e Luca Magnani, della parrocchia di San Michele Arcangelo e Santa Rita, in Corvetto.
In queste e nelle altre comunità della Diocesi sarà grande festa anche nella giornata di domenica, quando i sacerdoti celebreranno la “prima messa” nella comunità che li ha visti crescere.
Ma la grande festa, come tradizione, c'è stata sul Sagrato del Duomo. La pioggia scrosciante e la grandine del pomeriggio, tanto potente da filtrare all'interno della Cattedrale, hanno lasciato il passo a un tenue sole che ha accolto i preti novelli all'uscita. Sul retro della Cattedrale, dopo il momento di raccoglimento dei nuovi sacerdoti con l'Arcivescovo, gli amici delle comunità di appartenenza hanno accolto i preti novelli con lunghi applausi, divertenti striscioni e cartelloni. I festeggiamenti, anche qui tra le lacrime e i sorrisi di chi ha visto il proprio figlio consacrarsi a Dio, sono sfociati, come avviene ogni anno, nel tradizionale lancio di festa dei nuovi sacerdoti. “Abbiamo pianto tanto per l'emozione nel Duomo – ci dice una giovane amica di un prete novello -, ora ci sfoghiamo con la festa, gli applausi e il battito delle mani. E' un momento di felicità davvero incredibile”.
Cosa desiderare allora per i nuovi preti. Nulla di più significativo dell'augurio che, in conclusione dell'omelia, il Cardinale Tettamanzi ha rivolto loro: “Che siate uomini spirituali, capaci di proclamare il primato di Dio perché conquistati dalla croce del suo Figlio; che siate uomini dal cuore di carne, liberi da voi stessi per annunciare ai piccoli e ai poveri la passione d’amore di Cristo; che siate uomini dell’interiorità, amanti del silenzio e che conoscono le profondità del cuore e la gioia della contemplazione; che siate uomini giusti, che in spirito di costante conversione si mantengono sotto il giudizio dell’amore di Dio, sanno lottare contro le idolatrie del mondo e il grande peccato dell’orgoglio, che nulla cercano per sé perché consapevoli di essere umili servi”.